25/10/2002
Storia del calcio femminile

Il percorso in salita compiuto dalle società di calcio femminile nel panorama sportivo Italiano


è stato, fino al 1986, esterno alla "storia" centenaria della FIGC, ma non per questo senza identità e fermenti.
Le prime notizie di attività di calcio femminile in Italia risalgono al 1930 quando a Milano, in via Stoppani 12, viene fondato il Gruppo Femminile Calcistico e, riportano i referenti dell'epoca, le giocatrici scendono in campo in sottana al contrario delle colleghe tedesche ed inglesi, nazioni in cui, fra l'altro si giocava già dal 1910.
La storia è parca di notizie: queste le tappe significative.
1946: a Trieste nascono due squadre di calcio femminile la Triestina e le ragazze di San Giusto;
nel 1950 a Napoli viene fondata l'Associazione Italiana Calcio Femminile (AICF) con l'adesione di diverse società;
nel 1959 a Messina si gioca la partita Roma-Napoli e con questa gara termina la storia dell'AICF;
nel 1965 a Milano all'Arena, si disputa Bologna-Inter le cui atlete, tutte milanesi, hanno tra i 14 e i 17 anni e l'allenatrice di entrambe le compagini nonché l'arbitro dell' incontro è Valeria Rocchi;
nello stesso anno nascono le società Genova e Giovani Viola.
L'anno 1968 è comunemente indicato come l'anno zero: nasce la Federazione Italiana Calcio Femminile; nel periodo maggio - settembre si disputa il campionato Italiano a due gironi (Nord e Sud) di cinque squadre ciascuno e viene assegnato il primo scudetto con una finale, giocata a Pisa, che vede di fronte Genova e Roma e che assegna la vittoria alla squadra ligure.
Tutto sembra proseguire sotto i migliori auspici ma... a Roma, il 31 gennaio 1970 dieci società abbandonano la FICF e firmano l'atto costitutivo della Federazione Italiana Femminile Giuoco Calcio con Presidente Aleandro Franchi.
Per la prima volta si parla di serie A, girone unico di 14 squadre; serie B, suddivisa in quattro gironi per un numero complessivo di 24 squadre; si fissano norme sui tesseramenti e ci si "pone il problema" delle visite mediche.
Sono quindi due le Federazioni, FICF e FFIGC che organizzano due campionati italiani, due vincenti il titolo italiano (Gomma Gomma Milano FFIGC e Real Torino FICF) e tale situazione si protrae fino al 1972 quando, grazie all'opera dell'avvocato Giovanni Trabucco a Firenze, le due realtà confluiscono dando vita alla Federazione Femminile Italia Unita Giuoco Calcio (FFIUGC) presidente della quale verrà eletto lo stesso avvocato che terrà tale carica fino all'ingresso nella FIGC, nel 1986, e si parte con 45 formazioni che disputeranno un campionato suddiviso in quattro gironi.
Con l'avvocato Trabucco l'attività prende slancio, viene strutturata sulla falsa riga della FIGC cui tutte le società del femminile guardano con un misto fra timore reverenziale e curiosità.
Anno dopo anno si sviluppa la struttura federale con il Presidente, due vice presidenti, presidenti nel contempo della Lega Naziona1e e della Lega Regionale (fra i quali ricordiamo l'avvocato Tobia di Roma e l'avvocato Levati di Monza), consiglieri federali e vengono organizzati i Campionati: Nazionali, serie A e B, Interregionale serie C e regionale serie D, nonché l'attività giovanile a livello provinciale e di tornei.
Le norme sul tesseramento cambiano in continuazione per arrivare al vincolo quadriennale in vigore fino al 1996 (ben dieci anni dopo essere confluiti nella FIGC).
Nel 1980, a Bergamo,viene costituita l'Associazione italiana calciatrici il cui presidente (ricordiamo la professoressa Annamaria Cavarzan) entra a far parte del Consiglio Federale portando le istanze delle atlete.
Tale associazione continuerà ad operare fino al 1989, anche con la Divisione calcio femminile del1a LND, per poi sciogliersi spontaneamente. Nel 1983 la FIGC Femminile verrà riconosciuta come aderente al Coni (ricevendo anche un contributo in termini economici e si cominciano ad organizzare le strutture dei comitati regionali e provinciali ai quali verrà affidata l'attività promozionale.
Durante questi anni, al1'interno del1a FIGC Femminile opererà un settore arbitrale la cui guida sarà affidata al1'arbitro internazionale Pieroni di Roma che si avvarrà del1'aiuto di arbitri "dismessi" dal settore del1a FIGC; inoltre verranno organizzati veri e propri corsi che rilasceranno un patentino per i tecnici che potranno però operare solo nel1'ambito femminile.
Nel frattempo l'attività sui campi si svolge da gennaio a dicembre con una sosta di 20 giorni ad agosto con l'intento di occupare gli spazi estivi lasciati vuoti dal calcio consolidato. Questa organizzazione del campionato durerà fino al 1985 anno in cui si disputeranno due campionati: il primo da gennaio ad agosto e il secondo da settembre a giugno per adeguarsi al1a FIGC.
L'attività femminile viene quindi inquadrata nel1a LND con la costituzione del Comitato Calcio Femminile.
Vengono mantenuti i diritti acquisiti in ordine al patrimonio atlete e al posto negli organici dei Campionati nazionali e regionali e non viene disputata la Coppa Italia. Al1'interno della LND, a partire dal 1987, vengono costituite varie commissioni per studiare norme ad hoc per lo sviluppo del calcio femminile e nel 1989 viene nominato il primo presidente Maurizio Foroni il quale continua sul1a strada delle Commissioni al1'interno del1e quali è cooptata la presidentessa del1'Associazione calciatrici.
Si cerca inoltre di incentivare l'attività a livel1o regionale. Nel 1991 viene nominata presidente Evelina Codacci Pisanel1i che, articola l'attività 'nazionale con una serie A a 14 squadre e la serie B a due gironi di 12 squadre ciascuno mentre inizia l'opera di coinvolgimento dei presidenti regionali, opera che sarà continuata dal1'attuale presidente Natalina Ceraso Levati.
Mentre le società attendono la possibilità di eleggere direttamente il loro presidente viene nominata a ricoprire il ruolo di presidente delegato Marina Sbardel1a che organizza il 1° torneo giovanile, a livello regionale e nazionale, con una fascia d'età compresa fra i 12 ed i 17 anni.
Inoltre al1arga la serie A a sedici squadre ed organizza il campionato di serie B in tre gironi a 10 squadre. Il primo maggio 1997 per la prima volta dal1'entrata nella FIGC le società militanti nei campionati nazionali di serie A e B eleggono il presidente del1a Divisione Calcio Femminile nella persona di Natalina Ceraso Levati in ottemperanza al1a nuova normativa che prevede anche un consiglio di presidenza composto da sei persone (3 presidenti di comitato e 3 consiglieri scelti dal presidente di divisione).
L'attività a carattere nazionale si articola così: serie A con 16 squadre partecipanti e girone unico, serie B con 14 squadre divise in tre gironi.
Viene istituita la Super Coppa da disputarsi fra la vincen te la Coppa Italia ed il campionato di serie A. Proseguendo nell'opera di sviluppo, nel 1998, le società partecipanti alla serie B vengono suddivise in 4 gironi di 12 squadre con play off finali per individuare le tre vincenti che accederanno alla serie A.
Viene poi istituito il torneo under 14 per rappresentative regionali con atlete partecipanti ai tornei pulcini, esordienti, giovani calciatrici per incrementare il numero delle praticanti. Vengono inoltre organizzati numerosi stage estivi con la collaborazione dei CR sotto la guida dei tecnici delle nazionali per individuare atlete da inserire nella rosa della nazionale under 18.
Nel 1999 viene istituito inoltre in collaborazione con il settore giovanile scolastico, il torneo di calcio a 8 per incentivare l'attività.
Nel contesto di un crescente interesse, con un costante incremento di tesseramento (9667 atlete) e di società (396), la Nazionale femminile rappresenta la punta del1'iceberg e la partecipazione a questo Mondiale servirà da palcoscenico per la promozione di questo sport che sta cercando di al1argare il suo orizzonte e la sua dimensione nel panorama calcistico italiano.

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