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RAPE & LAMPONI

Calcio giovanile: andatura andalusa!

Quando Sacchi era il nostro Selezionatore azzurro, anche il calcio minore si adattava! Non basta che il nostro sport nazionale, dopo le sparate di certi presidenti, si dia martellate sui propri cocones; non basta che la squadra azzurra giochi mezz'ora da dio e trenta giorni da vacca; non basta che il nostro maggior selezionatore continui la danza masochista (e sadica, se pensate alle nostre e vostre incazzature!) con le solite convocazioni e le solite prestazioni, ora e da qualche tempo, in verità, anche il calcio minore contribuisce a riempire il vaso con certi andazzi di stomachevole significato, tanto che l'andatura andalusa di molti, troppi operatori di settore (ma chi sono 'sti tromboni che rimpinguano il vocabolario?) ha assunto una costante endemica. Per coloro che non conoscono la citazione, vogliamo chiarire che l'andatura andalusa è un eufemismo da attribuire all'incedere sul marciapiede delle donnine allegre. Elegante, no? Molto, ma molto meno quanto sta accadendo tra i club dilettantistici e giovanili delle lande torinesi. Che non abbiamo chiamate, come il luogo comune suggerirebbe, desolate, poiché da queste parti, sovente, ciò che si esprime viene esportato tra l'italica gens, tanto da passare da capostipiti. E' quindi pensabile che le nostre madonnate siano lo stesso brodo che si può assaggiare a Bologna o a Firenze, piuttosto che a Roma. Dunque, quali sono i panni sporchi che non vorremmo lavare in Po, ma che decenza consiglia di esporre al sole della conoscenza comune? Tra i tanti, uno. Il safari che, mai come in questi periodi, pseudo dirigenti, teste di allenatori ("se lo pesco, lo mastico") e scadent scout stanno compiendo nell'urbe taurinensis e in provincia per catturare prede da spostare da una società di calcio all'altra Ovviamente non è una novità assoluta; ma mai, pare, si sia verificato una tale turbolenza, con arrabbiature mastodontiche per giocatori scomparsi dal proprio giardino e riapparsi con altra maglietta in quello del vicino. A Torino sembra che un gruppo di società voglia raccogliere firme per una petizione congiunta da presentare in Federcalcio contro la caccia che una consorella ha compiuto o sta compiendo in zona. Comunque, di chi la colpa? Genitori ossessivi, dirigenti incapaci, allenatori fasulli, promesse bastarde? Ci vorrebbe un referendum. Da un'altra parte, siamo nella Torino nord, vieni a sapere che venti dirigenti e cento ragazzi se la sono squagliata, lasciando in braghe di tela una vetusta società e si stanno sparpagliando in ogni dove in cerca di fortuna. Certo che andrebbero analizzate cause ed effetti (sbaglia l'uno o sbaglia l'altro?), ma è anche certo che l'amaro in bocca ha un sapore che Cambronne aveva saputo così bene esprimere. Alla "Fiera del Volontariato", Francis Drake e il Corsaro Nero sbevazzano gratis che è un piacere, proprio ora che il materiale umano tende a scarseggiare: il guaio è che si guarda troppo la TV sino a tardi e troppo poco si va a letto in dolce compagnia. Ma allora è vero che la fame aguzza l'ingegno? L'ingegno? E' ingegnoso ancheggiare per campi e campetti di periferia? O non è l'andatura andalusa delle madamine di corso Regina Margherita?

Alvige Secchi
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