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L'EURO è in arrivo: adeguamenti necessari

Problematiche amministrative

Problematiche fiscali

I fornitori possono, fino al 31 dicembre 2001, emettere fatture alternativamente in lire o in euro oppure utilizzare entrambe le valute, indipendentemente dalla moneta utilizzata per contabilizzare le operazioni. Si può, infatti, contabilizzare in lire fatture emesse in euro e viceversa, dopo aver fatto la conversione in base ai tassi ufficiali.
Nel periodo transitorio, e cioè fino al 31.12.2001, la scelta di fatturare in euro o in lire dipende dal fornitore.
Negli scontrini fiscali il controvalore in euro può essere indicato sia sul solo valore totale, che è la soluzione più diffusa, sia sui valori parziali.

In quest'ultimo caso è possibile:
a) esporre i valori in lire e in euro su due colonne affiancate, riportando in testa ad ogni colonna il simbolo della valuta;
b) esporre i valori nelle due valute su righe diverse e successive, riportando prima di ogni riga il simbolo della valuta;
e) aggiungere un'appendice in euro allo scontrino in lire; l'appendice può essere posta di seguito, almeno tre righe dopo il logotipo fiscale ed il numero di matricola, oppure può essere un ulteriore scontrino contenente tutti i dati riportati nel primo scontrino fiscale, esclusi il numero e il logotipo fiscale.
Per quanto attiene alle dichiarazioni fiscali relative agli anni scorsi si rileva che le stesse, essendo passibili di verifiche da parte degli organi finanziari statali, dovranno essere lasciate in lire, mentre tutte le operazioni e denuncie dall'1/1/2002 dovranno essere in euro.

Le modalità di versamento degli adempimenti fiscali sono state, infatti, semplificate e adattate all'uso dell'euro con i nuovi modelli di pagamento F23 (sanzioni e altre entrate) e F24 (Modello di pagamento unificato : Irpef, lva, ritenute alla fonte, Inail, Inps).

Dichiarazioni IVA

Anche le dichiarazioni IVA possono essere presentate sia in lire che in euro: la dichiarazione annuale deve essere redatta nella stessa valuta utilizzata per le dichiarazioni periodiche (mensili o trimestrali) a cui si riferisce.
Il contribuente che decide di presentare una dichiarazione periodica in euro deve continuare ad utilizzare la nuova moneta per tutte le successive dichiarazioni periodiche.