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Impianti di calcio e Comune di Torino:
l'esperienza delle società di calcio dilettantistiche
per la gestione diretta delle strutture sportive

Problemi e prospettive

Avv. Alessandro Re

Con la presente relazione non verranno affrontati i temi, giuridici e tecnici, derivanti dal "recupero del patrimonio edilizio ed urbanistico esistente", così come detta il Titolo IV della legge 5/8/1978, n. 457, anche in considerazione del fatto che tale tema è già stato affrontato da altri relatori e, comunque, porterebbe il discorso troppo in là.
Ritengo che, piuttosto, sia interessante conoscere, nello specifico, alla luce dell'esperienza maturata dal sottoscritto in anni di lavoro a fianco delle associazioni sportive iscritte alla Federazione Italiana Gioco Calcio che gestiscono, nell'ambito del territorio del Comune di Torino, impianti sportivi di proprietà del Comune, i nodi cruciali che derivano dalle problematiche che devono affrontare quotidianamente tali società dilettantistiche (e sottolineo il termine) nella gestione e nell'utilizzo dell'impianto sportivo ad esse affidato.

I - Le società di calcio, non solo in Torino, ma anche nell'ambito della provincia non sono proprietarie degli impianti che utilizzano, ma, per la maggior parte, svolgono la loro attività su terreni di proprietà dei comuni e/o , in misura assolutamente minore, di privati. Ebbene, non può sottacersi che i Presidenti di società, in questi ultimi anni, hanno sempre più avvertito l'esigenza di potersi confrontare con amministrazioni efficienti, trasparenti, capaci di dare risposte certe in tempi ragionevolmente brevi.

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