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LA FORMAZIONE
Cosa vogliamo davvero dai nostri ragazzi

..E' molto probabile che sia cosi e comprendere questo non significa affatto mettere in scena inutili processi a genitori, dirigenti, allenatori, nonché arbitri o Federazione. Ma piuttosto far scendere in campo la fantasia per creare nuove occasioni di incontro e di dialogo, definire con maggiore chiarezza gli ambiti di competenza e rispettarli, essere pienamente consapevoli (tutti!) del proprio ruolo di educatori e confrontarsi con serenità e umiltà con il proprio territorio e le altre agenzie educative per poter intervenire in modo efficace qualora si presentino problemi seri, osservare con chiarezza le proprie reazioni e cercare innanzitutto di capire bene cosa vogliamo davvero per i nostri ragazzi. Il nodo del discorso siamo sempre noi.

Cosa vogliamo davvero per i nostri ragazzi?
E ciò che desideriamo per loro e con loro è un progetto comune o una serie di aspirazioni individuali coperte da tediose frasi fatte ( ...non importa il risultato...basta che i ragazzi si divertano...)? Siamo sicuri di comunicare con onestà i nostri desideri e i limiti entro cui vorremmo realizzarli? Abbiamo stabilito regole chiare anche per i nostri comportamenti?

Ciò che i ragazzi davvero non tollerano è l'incoerenza e la "faciloneria" di noi adulti: infinite volte li abbiamo sentiti raccontare e criticare situazioni di orwelliana memoria: "Le leggi sono uguali per tutti ma per alcuni sono più uguali..."
Non è davvero difficile riconoscersi in questo sistema di deroghe infinite e nebulose, cosi irritanti alla sensibilità cristallina dei bambini e dei giovani!

Su questo tema si potrebbero aprire infiniti dibattiti, ma ci preme qui stabilire un altro punto, a nostro avviso irrinunciabile in un discorso educativo serio: l'assoluta necessità di comunicazione tra i cosiddetti "adulti di riferimento"; lo scambio, cioè, di impressioni tra genitori, dirigenti e allenatori sullo stato d'animo del ragazzo, sulle sue reazioni e sull'umore. Nessuno possiede la verità; ognuno vede e nota aspetti diversi, ma, insieme, si possono sicuramente cogliere per tempo situazioni di disagio più o meno latenti e magari pensare a un intervento su linee coerenti e comuni, attuando un'autentica "prevenzione". E il pensiero di collaborare allo sviluppo e alla maturità di persone nuove e sane ci sembra cosi' alto e motivante da vincere qualsiasi pigrizia possibile.

Carla Chiappini